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Biografia

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“Alle donne e agli uomini che nutrono passione civile e hanno a cuore la convivenza democratica e un nuovo cammino di impegno e di lavoro politico al servizio dell’Italia e degli italiani”. Con queste parole Giancarlo Travagin si rivolse ai cittadini quando, nel 2005 fondò Alleanza Democratica.

Questi essenziali valori legati alla libertà, alla solidarietà e al Cattolicesimo sono ancora alla base del suo operato civile, fin dall’inizio delle sue esperienze lavorative e sociali.

Nato a Verbania, nel febbraio del 1966, Giancarlo Travagin, infatti, debutta presto con la Democrazia Cristiana nel mondo della politica attiva.

Giornalista ed editore, giovane reporter, laureato in Scienze politiche, il Presidente di Alleanza Democratica si è formato alla scuola di Flaminio Piccoli, storico ex segretario di quella Dc, di cui Giancarlo Travagin è stato l’ultimo segretario amministrativo. “Quella” Dc che, purtoppo, non esiste più, ribadisce. “La Dc dei De Gasperi e di Don Sturzo !”

La lunga militanza nel partito ha fortemente inciso sulla visione politica delle sue iniziative. Un operato espresso sia in sede locale (elezioni comunali e provinciali a Novara, regionali in Piemonte), che nazionale, e che si è sempre riconosciuto nel valore dei principi del popolarismo solidale, fedele all’unità e alla indivisibilità del Paese e dello Stato.

Dalla sua attività di imprenditore, che svolge da oltre venti anni a Novara, Giancarlo Travagin ha guardato con grande interesse al mondo della partecipazione politica e dell’economia: “Una economia come quella promossa da De Gasperi: tesa al senso della comunione del benessere e che promuova il lavoro, il risparmio e l’occupazione” .

Ma è solo a cavallo degli anni 2000 che accetta le offerte che gli vengono fatte dal gruppo di Rinascita della Democrazia Cristiana. “Un sentire comune – afferma –, una stessa condivisione di antichi e profondi valori”. Parte da qui l’idea politica che verrà sviluppata in Alleanza Democratica.

Le sue esperienze nel campo delle pubbliche relazioni e redazionali gli danno la certezza che il rapporto e il dialogo personale con i cittadini sono la base di una civile coesistenza e costituiscono il patrimonio essenziale per un cattolico democratico.

Per il Presidente Travagin , la persona, il cittadino è tutto. E Alleanza Democratica rispecchia appieno il suo pensiero: “Si, penso a un sistema proporzionale con preferenze alla persona. Chi ha votato deve conoscere a chi ha dato fiducia e come questi si comporterà”. Da qui all’essere contro il bipolarismo, il passo è breve. Travagin è assertore dell’idea che “ il bipolarismo ha significato l’affondamento dei piccoli partiti che sono, invece, il sale della politica”.

Su queste basi Giancarlo Travagin pensa e dà forma, così, ad Alleanza Democratica: “ Un partito non più fondato sulla preminenza delle tessere ma sulla militanza, sulla corresponsabilità intorno ai programmi. Su una adesione personale e di gruppo verso gli obiettivi che sono convincenti per la gente”.

Ora Alleanza Democratica è presente in quasi tutte le regioni d’Italia con un numero sempre crescente di centinaia di dirigenti, sempre di più dal Meridione, e moltissimi aderenti che, sull’esempio della struttura delle Acli, portano il dialogo tra la gente, agli elettori.

Il progetto così accattivante che Giancarlo Travagin ha pensato, adesso è realtà.

 

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