| Programma |
|
In Italia oggi il distacco che i cittadini hanno nei confronti delle istituzioni, che dovrebbero rappresentarli, è forte e sempre più sentito. Ciò ha provocato un deficit di arretratezza civile, una cultura dove regna un senso di sfiducia verso lo Stato e chi lo governa. Da un punto di vista strettamente politico, Rinascita dell'Alleanza Democratica si propone di combattere contro l’attuale bipolarismo imperfetto, che di fatto frena il nostro sistema politico e mette il Paese in una rischiosa posizione di emergenza Democratica dai caratteri di sempre maggiore pericolosità: l’aumento esponenziale dei partiti, la breve durata media dei governi, l’aumento della conflittualità tra gli schieramenti, l’ allungamento dei tempi di campagna elettorale con grave turbamento dell'attività legislativa. Tutto ciò necessita di un cambiamento e, per attuarlo, AD propone un sistema proporzionale maggioritario, simile a quello tedesco. In tal modo si dovrebbe riuscire a migliorare l’attuale situazione di crisi bipolare, che induce un crescente numero di elettori ad astenersi dal voto. AD propone anche una concreta applicazione del principio di sussidiarietà, che riguarda i rapporti tra Stato e Società. Esso é un fondamentale principio di Libertà e di Democrazia, cardine della nostra concezione dello Stato, che garantisce ampia possibilità di intervento ad organismi indipendenti. Questa forma di intervento garantisce efficacia ed efficienza, libera lo Stato da un sovraccarico di compiti e consente al cittadino di controllare l’attività politica nel modo più diretto possibile. Applicando questo principio, lo Stato si mette davvero al servizio dei cittadini. Non dimentichiamo che il principio di sussidiarietà é uno dei fondamenti della Dottrina Sociale della Chiesa. Di esso si trovano tracce già in autori quali, per esempio, San Tommaso d'Aquino e Dante. In tempi più recenti, di esso parla nella Rerum Novarum (1891) Leone XIII, ma la formulazione classica é contenuta nell'enciclica Quadragesimo Anno (1931) di papa Pio XI: "...siccome non é lecito togliere agli individui ciò che essi possono compiere con le loro forze e l'industria propria per affidarlo alla comunità, così é ingiusto rimettere ad una maggiore e più alta società quello che dalle minori e inferiori comunità si può fare. Ne deriverebbe un grave danno e uno sconvolgimento del retto ordine della società" poiché "l'oggetto naturale di qualsiasi intervento della società stessa é quello di aiutare in maniera suppletiva le membra del corpo sociale, non già distruggerle ed assorbirle." Di conseguenza, é necessario che l'autorità suprema dello Stato rimetta ad assemblee minori ed inferiori il disbrigo degli affari e delle cure di minore importanza per poter eseguire con più libertà, con più forza ed efficacia le parti che a lei sola spettano (...) di direzione, di vigilanza, di incitamento, di repressione, a seconda dei casi e delle necessità. AD si propone di mettere al centro del proprio programma il problema della distribuzione della ricchezza, al fine di evitare sperequazioni, eccessivi gap e compressioni salariali e garantire di conseguenza maggiore equità. Del resto la compressione salariale è la principale causa della stagnazione economica. Quanto ai temi di politica estera, AD si pone in una posizione di tradizionale Europeismo, con un governo responsabile di fronte ad un Parlamento Europeo dotato di maggiori poteri e più ampie autonomie. Tale libertà d’azione è indice di democrazia. Del resto l’attuale meccanismo decisionale, basato sull’unanimità (che è la negazione della Democrazia), si è dimostrato poco efficace visti i blocchi e i veti che le Conferenze intergovernative (rappresentanti gli Stati membri) hanno più volte sperimentato.
|








